LA RIVOLTA DELLA GIOIA. ANTEPRIMA MONDIALE
2 OTTOBRE 2025
TEATRO OSCAR
DEBUTTO MONDIALE 12, 13, 14 DICEMBRE 2025 | ROMA, AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA ENNIO MORRICONE
un concerto, uno spettacolo, un musical (e una festa) dove a ballare sono i corpi di chi ascolta e dove ci si lascia trascinare, cantando, in coro, da una banda di dodici ragazzini che con il loro entusiasmo, tra una partita di pallone e i carri armati, si ribella allo squallore delle guerre scatenando una festa mondiale che, per un momento, sembra davvero cambiare la storia
una festa cantata e suonata dal vivo da un coro di voci bianche e da un cast di eccellenze internazionali, un concerto partecipato e travolgente dove ascoltando viene voglia di ballare e ci si commuove e si ride e si salta e si sente una delle storie più ribelli della storia, una di quelle raccontate e riascoltate milioni di volte ma che scegliamo di suonare dal vivo e con impeto di festa, con le voci che si intarsiano e spaccano il cuore e le madri che fuggono dallo squallore delle bombe coi figli allacciati al seno e migrano nelle città straniere con lo struggente suono di una fisarmonica come un’orchestra e la moltiplicazione dei pani e dei pesci con l’acqua che si trasforma in vino e altri due miracoli di cui nessuno (ma proprio nessuno) aveva mai sentito
è un’opera concepita da Ceresoli prima ancora di scrivere il suo celebre testo “La M*rda” (tradotto e pubblicato o presentato in numerose lingue e interpretato da Silvia Gallerano con più di 700 date sold out in tutto il mondo) e anche in questo caso si tratta di una partitura, qui specificamente di un’opera musicale cantata e suonata dal vivo oltre che dalla stessa Gallerano da un coro di voci bianche e da un cast di eccellenze internazionali, una partitura dove le parole sono già scritte per essere cantate e la storia del figlio della gioia (che viene osannato e poi inchiodato, con sua mamma che si strazia dal dolore) viene portata nelle piazze e nei paesi (e nei teatri, come stadi) in forma di musica in festa
una storia o poema il cui testo in metrica è già concepito per avere un’esecuzione cantata: una scrittura rivoluzionaria dove la poesia viene composta come se fosse musica e la letteratura diventa uno spartito per il canto delle/ degli interpreti che si offrono alle diverse comunità con la forza scatenante di un concerto, dove si incarna la parola e si ascolta la rivolta
se non si grida evviva la libertà ridendo non si grida evviva la libertà
SOTTO L’ALTO PATROCINIO DELL’UNIONE EUROPEA
di Cristian Ceresoli
musiche di G. Casadei, C. Ceresoli, S. Gallerano, F. Monti, S. Piro, A. Pizzicato, C. Vetrone
voce Silvia Gallerano
voce Fabio Monti
fisarmonica Gianluca Casadei
voce e direzione musicale Stefano Piro
alle lettere di un bambino a Dio Nicola Ceresoli
coretto della gioia (voci bianche) Vera Bencivelli, Eva Candura, Lara Ceresoli, Nicola Ceresoli, Romeo De Angelis, Olivia Monti, Teresa Monti e con Francesca Risoli, Federica Ugolini
maestro del coro Stefano Piro
tecnica Giorgio Gagliano
una produzione Spin Time, Frida Khalo Productions
con Teatro di Dioniso in collaborazione con PAV
e il contributo di Produzioni Fuorivia, Teatro de Gli Incamminati
Cristian Ceresoli è uno scrittore e poeta italiano indipendente le cui opere sono diventate parte della cultura pop contemporanea. Il suo lavoro oltrepassa spesso i limiti e sfida le norme sociali, scatenando importanti discussioni e dibattiti. Il suo stile di scrittura unico, che fonde poesia e prosa, è stato elogiato per il suo lirismo e la sua profondità emotiva.
La sua scrittura d’esordio è “La Merda” (2012) una “straordinaria, brutale e rivoluzionaria” (Times, El Pais, Fohla) opera sulla condizione umana che gli è valsa numerosi premi internazionali tra cui il Fringe First Award for Writing Excellence e che è stata tradotta, pubblicata o presentata in numerose lingue tra cui l’inglese, il greco, il danese, il ceco, lo spagnolo, il gallego, il portoghese, il francese, il tedesco, lo svedese, il norvegese, il russo. La produzione originale, interpretata sia in inglese che in italiano dalla “straordinaria e sublime” (The Guardian)
Silvia Gallerano, vincitrice del premio The Stage for Best Solo Performer (prima italiana di sempre), ha avuto un grande successo di pubblico e critica in tutto il mondo (dall’Europa al Brasile, dall’Australia al Nord America) diventando un manifesto poetico di denuncia al patriarcato, un fenomeno che ha rotto i confini del teatro per essere accolto come un concerto rock.
“La Rivolta della Gioia” (2025) è la sua nuova opera, un musical ribelle in cui bambine e bambini con il loro entusiasmo provano a fermare la guerra in Palestina e a cambiare la storia, scatenando una festa cantata. “Happy Hour” (2019) ha debuttato in Danimarca e Italia e girato l’Europa. Ha scritto “Le Favolose”, film diretto da Roberta Torre e presentato alla Mostra del Cinema di Venezia #79. Per la Radio Televisione Svizzera scrive e realizza con Silvia Gallerano una partitura radiofonica (o podcast) intitolata “Arrampicarsi”, primo studio per la nuova opera internazionale, un solo musical interpretato dalla stessa Gallerano.
Sta finendo di scrivere un libro (molto allegro) sul fallimento del maschio (e del sistema cazzo) e sulla sua recente esperienza tra pasticche e depressione. È la storia di una rock band e di un attentato terroristico allo zoo, un lunedì mattina. Si intitola “Masturbazione” e dalla Primavera del 2024 è presentato in pubblico per episodi in forma di reading dal vivo da un coro di maschi in diverse città tra cui Roma, Londra e Copenaghen. Sarà presto un podcast e, una volta finito di scrivere, sarà pubblicato da una casa editrice, parola per parola, dall’inizio alla fine (del mondo).
Dal 2013 collabora con la Richard Jordan Productions, vincitrice di Olivier, TONY e EMMY Awards.
Silvia Gallerano è la “straordinaria e sublime” (The Guardian) prima attrice italiana a vincere il The Stage Award (2012) come Best Solo Performer al Fringe di Edimburgo per “La Merda” di Cristian Ceresoli, opera vincitrice del Fringe First Award e che è stata tradotta, pubblicata o presentata in numerose lingue e che la Gallerano interpreta da quattordici anni sia in italiano che in inglese con enorme successo in tutto il mondo. Tra il 2022 e il 2023 scrive e realizza insieme a una equipe di sole donne “Svelarsi”, spettacolo/happening con date di tutto esaurito in Italia dal 2024 e repliche straordinarie previste ovunque. Per la Radio Televisione Svizzera scrive e realizza una partitura radiofonica (o podcast) intitolata “Arrampicarsi”, primo studio per la nuova opera internazionale, un solo musical scritto da Ceresoli. Cantante protagonista in italiano e poi in spagnolo de “La Rivolta della Gioia” di Ceresoli, il cui debutto è previsto in Italia nel dicembre del 2025 e in Sudamerica tra il 2026 e il 2027. Una “assoluta scoperta per il cinema” (Marco Giusti, Rai2) lavora in produzioni televisive e cinematografiche di successo come “Bang Bang Baby” (Prime Video), “The Beast” (Netflix), “Il Miracolo” (Sky), “Riccardo Goes To Hell” (Torino Film Festival, Prime Video), “Asino Vola” (Locarno Film Festival, RaiPlay), “Baby” (Netflix), “Chiamami Ancora Amore” (RaiPlay). In Francia è membro del team di ricerca della Fabrique Autonome des Acteurs, un centro di studi e produzione sulle arti performative. In teatro ha lavorato, tra i molti altri, con Serena Sinigaglia, Veronica Cruciani, Francesco Micheli e Oscar De Summa. Conta preziose collaborazioni con il mondo della letteratura: da John Berger a Suad Amiry e Assia Djebar.
Stefano Piro è un musicista e cantautore Milanese. Nel 1999 e 2000 partecipa al Festival di Sanremo con i Lythium. Nel 2000 il gruppo si aggiudica il Premio della Critica con il brano “Noel”. Nel 2001 esce il loro primo album dal titolo “Amaro” prodotto da Sony. I Lythium diventano supporter di Vasco Rossi che li vuole nello Stupido Hotel Tour. Stefano intanto scrive anche i testi per i Mattia Bazar. Nel 2006 esce per Delta Dischi – Warner Chappel “Notturno Rozz”, il suo primo album solista. Nello stesso periodo scrive la colonna sonora di un corto per la regia di Paolo La Cola “Commedia Triste” e di un opera teatrale dal titolo “La Cagnotte” di Labiche. Nel 2008 fonda i Revolver e si esibisce in tutta Italia proponendo brani da Gardel a Piazzolla. Nel 2010 fonda con Kape (Alessandro Siccardi), Gnut e Folco Orselli gli Arm on Stage. Nello stesso anno Stefano inizia la collaborazione con il regista Enrico Parenti per la colonna sonora del Film Doc “Standing Army” e “Zewdu the street child”. Nel 2012 dopo due anni di concerti con gli Arm on Stage, Stefano pubblica il suo nuovo lavoro da solista “Forme di vita del genere umano a colori”. Comincia la sua collaborazione con Lorenzo Corti, chitarrista di Nada e Cristina Donà. Nel 2013 compone la colonna sonora per un nuovo lavoro del regista Parenti dal titolo “Meherunisa and the train”. Nel 2014 Stefano viene nominato direttore artistico del borgo di Castelfalfi del colosso tedesco Tui per il quale dirige la stagione concertistica estiva. Produce i Guappecartò, un ensemble Parigino di artisti di strada con cui pubblica Rockamboles, colonna sonora di La Gatta Cenerentola, film pluripremiato prodotto da Mad entertainment. Nel 2016 scrive e produce Amay, disco di Neripè e Guappecarto’ con la straordinaria partecipazione di Sabrina Impacciatore e l’astronauta Samantha Cristoforetti. Nel 2019 in una stretta collaborazione con il regista Enrico Parenti scrive la colonna sonora del film Soyalism. Sempre nel 2019 crea la colonna sonora di Happy Hour, opera distopica dello scrittore Cristian Ceresoli con Silvia Gallerano e Stefano Cenci. Lo spettacolo viene presentato all’Edimburgo Fringe Festival. Nello stesso anno esce il nuovo album dei Guappecartò, Sambol Amore Migrante, prodotto da Stefano e mixato da Laurent Dupuy (doppio Grammy Best Sound Engineer). Presentato al “Cafè de la danse” di Parigi e recensito dal TG5 Italiano, l’album ha ricevuto grandi consensi di pubblico e critica. Produce inoltre alcuni brani del disco di “Gulino” frontman dei “Marta sui Tubi”. Nel 2020 Stefano compone la colonna sonora di “Rigoletto 2020” di Indigo Film, film doc sul kolossal prodotto da “Teatro dell’Opera di Roma” con Daniele Michieletto e diretto da Davide Gatti, presentato al circo Massimo e trasmesso a Capodanno su Rai 3.
Gianluca Casadei è un musicista diplomato in fisarmonica classica con Patrizia Angeloni al Conservatorio di Latina “O. Respighi” ed in Musica Jazz con Renzo Ruggieri; I.M.P “G. Braga” di Teramo, ha poi studiato improvvisazione ed armonia jazz con Ramberto Ciammarughi e Francesco Mazzeo e seguito diverse masterclass e seminari tra cui quelli con Stefan Hussong, Hans Maier, Fabio Rossato e Antonello Salis. Ha collaborato con: Cliff Korman Ensemble, Ascanio Celestini, Tinto Penaflor, Paolo Vivaldi, Giuliano Sangiorgi (Negramaro), Marco Paolini, Alessandro Mannarino, Musicians for Human Rights, Giuseppe Spedino Moffa, Musica da Ripostiglio, Fabrizio Siciliano, Orchestra Sinfonica del Teatro di Russe, Lorenzo Monguzzi, Corimè, Gabriele Coen; New Klezmer Quartet, Roma Orquesta Tango, Tarantula Rubra Ensemble, Nuove Tribù Zulu, Ottaedro, Dreidel, BalTabaren. Lavora abitualmente, come turnista, alla registrazione di musiche di scena e colonne sonore per Teatro, Cinema e Televisione. Ha partecipato come musicista a concerti e trasmissioni radiofoniche e televisive in onda su reti Rai, Mediaset ed altre tv o radio private. Ha scritto musiche per teatro, televisione e cinema. In teatro ha lavorato anche con: Matteo Belli, Giorgio Albertazzi, TeatridiMare-Compagnia Caika, Patrick Rossi Gastaldi, Cristian Ceresoli, Ruggiero Cappuccio, Mariangela D’Abbraccio, Antonio Pizzicato, Francesco Tavassi, Teatro Potlach, Enrico Bonavera, Consuelo Barilari. È stato docente al laboratorio musicale Jesce Fore dall’Associazione Culturale Tarantula Rubra presso l’Istituto Circondariale di Rebibbia a Roma, che ha portato alla realizzazione di un Cd a cui hanno partecipato gli stessi detenuti e noti artisti. Ha pubblicato articoli su fisarmonica e jazz sulla rivista Fisarmoniae e sui siti www.jazzitalia.it e www.jazzconvention.net.
Fabio Monti è un autore, attore, regista catanese, formatosi alla scuola “Paolo Grassi” di Milano, allievo di Danio Manfredini, Gabriele Vacis, Maria Consagra, specializzatosi alla Ecole des Maitres diretta da Franco Quadri con il maestro J. Delcouvellerie. E’ stato tra i fondatori della compagnia Dionisi (insieme, tra gli altri, a Silvia Gallerano, Paolo Mazzarelli, Renata Ciaravino). Protagonista dello spettacolo di Peter Greenaway a Ortigia Festival, ha lavorato con Fura dels Baus, Compagnia MusellaMazzarelli, Marche Teatro, Cristian Ceresoli e Silvia Gallerano, Css di Udine, Teatro Stabile di Catania. Ha vinto il Premio Pino Veneziano e il Premio Vigata di Andrea Camilleri come Migliore Attore.
Nicola Ceresoli è un bambino, che tra un respiro e l’altro del concerto, prova a leggere tre piccole lettere a Dio. Francesca Olivia Risoli e Federica Ugolini sono le due cantanti che insieme a bambine/i e adolescenti (tra cui Lara Ceresoli, Vera Bencivelli, Romeo De Angelis, Eva Candura, Nicola Ceresoli, Olivia Monti e Teresa Monti) compongono il coro di giovani musiciste/i più o meno della stessa età dei protagonisti della storia, gli scalmanati e le scalmanate e festose adolescenti protagoniste della rivolta. Sono il coro, tra la folla.
Teatro di Dioniso, diretto dalla pluripremiata attrice e regista Michela Cescon, è una delle compagnie teatrali di produzione più attive e feconde del panorama italiano. Fondata nel 1991 da Valter Malosti, attore e regista torinese, vanta un’attività di oltre trent’anni con numerosi premi e riconoscimenti (Premi Ubu, Duse, Flaiano, della Critica Teatrale, Le Maschere, Hystrio…) e continue collaborazioni con grandi attori e artisti. Cescon, arrivata nel 2018, ha portato avanti la missione produttiva della compagnia, tra tradizione e ricerca, dove il corpo dell’attore è il punto focale del fare teatro, con attenzione per le arti visive, la musica, i testi di drammaturgia contemporanea, spesso in prima assoluta per l’Italia, e le messe in scena di classici rivisitati, aggiungendo però un’impronta innovativa, ovvero trasforma il Teatro di Dioniso da compagnia di tipo capocomicale a un luogo produttivo di partecipazione, a sostegno e cura dei talenti, dei progetti di difficile classificazione, e della creatività femminile, per dare spazio al lavoro culturale delle donne togliendole da una condizione di isolamento, scarsa considerazione ed esclusione.
PAV, fondata nel 2000 da Claudia Di Giacomo e Roberta Scaglione, è una società specializzata in progettazione, produzione, e gestione di diversi dispositivi nell’ambito delle performing arts. PAV lavora in maniera trasversale con artisti, istituzioni nazionali e internazionali, teatri e compagnie, combinando progetti di rilevanza istituzionale ad un monitoraggio e supporto continuo alla scena indipendente. Da modello di gestione d’impresa tutto al femminile operante con successo nel settore da oltre un ventennio, PAV è riuscita a far dialogare l’attenzione e la cura dei processi creativi con la possibilità di essere al contempo un osservatorio privilegiato del panorama artistico contemporaneo sia in ambito nazionale sia europeo. La società è riconosciuta dal Ministero della Cultura come organismo di Promozione dal 2013 e inoltre è capofila del progetto europeo Fabulamundi Playwriting Europe, co-finanziato quattro volte dalla Commissione Europa (dal 2013 all’ultima edizione di Europa Creativa appena vinta), promuovendo la drammaturgia contemporanea in 10 paesi attraverso un network di 15 partner. PAV è difatti sempre stata attiva nel sostegno ai processi di internazionalizzazione, creando collaborazioni e scambi per favorire la mobilità e la circolazione delle opere attraverso la costituzione di reti nazionali e internazionali. A questo proposito ricordiamo: PLAYGROUND, progetto europeo, recentemente vinto, per promuovere e sostenere i drammaturghi emergenti, offrendo l’opportunità di tradurre le loro opere teatrali e “mettere in voce” i loro testi in laboratori con registi e artisti internazionali; Community Theatre for Sustainable Development in Sudan, realizzato con il contributo dell’AICS – Agenzia Italiana alla Cooperazione e allo Sviluppo; e il progetto bilaterale di sostegno alla drammaturgia contemporanea italiana e francese Face à Face Italia/Francia 2007-2017.
3,00 € (Costo Servizio)
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